Il prato di stelle, un mio racconto

Pubblicare un libro è come la fine di un percorso e l’inizio di un altro. È così che sento di battezzare questo momento: come quell’istante che separa la fatica dal riposo, quel limbo che separa il lavoro dalla sua valutazione da parte degli altri, come l’artigiano che completa la sua piccola opera e spera che verrà apprezzata al di fuori della sua bottega. Ma al di là di come verrà valutato questo racconto, quello che lo rende speciale è che per me questa pubblicazione si pone come alla fine di una corsa faticosa, alla fine di una lunga salita – non tanto e non solo perché il lavoro di scrittura di fatti non è sempre così facile da compiere, ma quanto per il contenuto e il valore che esprime per me questa breve storia.

Essa si pone a cavallo di un percorso di enormi cambiamenti per la mia vita, privata e lavorativa, e riassume nelle azioni di un vecchio cane tutto il senso di questi cambiamenti. Sapendo di non essere il solo, né l’ultimo, ad affrontare piccole e grandi rivoluzioni della propria esistenza, la speranza è che qualcuno là fuori si ritrovi – anche solo in piccola parte – nelle vicende che accompagnano le zampe stanche del vecchio Pepo, travolto dal desiderio di cambiamenti e l’atavico bisogno di sicurezza, tra ciò che è nuovo e ciò che è conosciuto, tra il buio dell’avvenire e il caldo pavimento in legno dove era solito accucciarsi. In questo vortice l’amore e l’amicizia, la lontananza e l’abbandono segnano il lungo cammino alla ricerca della felicità che, inevitabilmente è anche tristezza e malinconia. Ma sarete voi, se avrete un po’ del vostro tempo da dedicarne, a dirmi che ne penserete di questo piccolo racconto e se troverete dentro di voi anche solo un po’ del vecchio Pepo e della sua piccola avventura. Buona lettura.

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